Swami Vishnudevananda è nato il 31 Dicembre 1927 a Kannimangalam, Kerala, India. Era un discepolo diretto di Swami Sivananda ed è diventato con le sue istruzioni un noto maestro di yoga. Ha viaggiato in tutta l’India insegnando lo yoga a tante persone.

Per incontrare la prima volta Swami Sivananda nel suo Ashram a Rishikesh, ha viaggiato 36 ore e ha potuto vederlo per soltanto due minuti da lontano. Vishnudevananda era impressionato dalla semplicità, dalla retorica e dall’espressione di Sivananda: “E’ stata la prima volta che ho visto una persona genuina, le sue parole erano così dirette e quando rideva, sembrava fluisse l’energia dal suo viso verso il mio.” Comprò un paio di libri ed iniziò a praticare ogni mattina presto lo yoga e il pranayama. Nel 1947 lasciò il suo lavoro nel corpo degli ingegneri dell’arma ed entrò nell’ashram di Sivananda. Così diventò esperto negli asana, pranayama, mudrabandhakryia ecc., nonostante la sua giovane età diventò maestro dell’hatha-yoga. Gli asana, anche quelli difficili, erano molto facili per lui, e per quel motivo Sivananda lo chiamava “uomo senza ossa”.

Da Sivananda ricevette tante lezioni per la vita: una delle prime lezioni fu l’umiltà. Appena arrivato la seconda volta all’ashram di Sivananda, Sivananda con alcuni discepoli stava uscendo dall’ufficio e Vishnudevananda si trovò in difficoltà, perché si era proposto per tutta la sua vita di non inchinarsi mai davanti ad una persona, neanche ad una persona santa, perché era dell’opinione che tutti sono uguali. Ma si rese conto in questa situazione che tale comportamento sarebbe stato maleducato e così provò a nascondersi in un angolo, finché fossero passati. Ma nel momento in cui Sivananda lo vide, gli andò incontro, si inchinò davanti a Vishnudevananda toccandogli i piedi. In quel momento anche Vishnudevananda si gettò ai piedi di Sivananda, travolto dalla lezione di umiltà.

Sivananda gli diede il compito di portare lo yoga in Occidente e così nel 1957 partì per raggiungere gli Stati Uniti. Simbolicamente Sivananda gli diede 10 rupie per mostrarli che si occupava anche materialmente del progetto. Oltre la sua energia, il suo entusiasmo non aveva altro nella sua valigia. Viaggiava effettuando tappe brevi. Dove si fermava, dava lezioni di yoga e con i soldi guadagnati andava avanti a raggiungere la tappa successiva. Scrisse il suo primo libro “Il grande libro illustrato dello yoga”, che è stato pubblicato nel 1960, come uno dei primi libri sullo yoga. In questo libro ha creato un programma completo per indirizzare la forza dello yoga al conseguimento dei seguenti obiettivi: rilassare e rinvigorire la mente, conferire al corpo più forza e flessibilità, sviluppare la consapevolezza spirituale, migliorare la capacità di concentrazione, insegnare al corpo a utilizzare in maniera più efficace l’ossigeno e le sostanze nutritive, prevenire malattie e ritardare il processo di invecchiamento.

LO YOGA IN OCCIDENTE

Nel 1957 quindi lasciò l’India per portare lo yoga come un pioniere nell’Occidente. Aveva pianificato un viaggio di 1 anno, ma rimase stabilmente in Canada. In un clima da Guerra Fredda e capitalismo sfrenato, Swami Vishnudevananda capì quanto il suo lavoro fosse necessario. Il suo obiettivo era di iniziare un’evoluzione olistica verso la pace, seguendo la tradizione di Gandhi e Martin Luther King.

DIFFUSIONE GLOBALE DELLO YOGA

Oggi milioni di persone praticano gli esercizi che Swami Vishnudevananda iniziò a insegnare in occidente 50 anni fa. Palestre, centri fitness e centri di salute offrono lezioni di yoga, e lo yoga raccoglie nuovi praticanti ogni giorno. La creazione di 70 centri e ashram Sivananda nel mondo è una prova delle enormi affermazioni e del dinamismo del maestro yoga. Per citarne solo alcuni:  New York, Montreal, il quartier generale a Val Morin in Canada, San Francisco, Los Angeles, Chicago, Nassau, Londra, Parigi, Berlino, Monaco, Vienna, Reith a Kizbühel, Ginevra, Madrid, Tel Aviv, Delhi, Madras, Uttarkashi (Himalaia), Neyyardam (Kerala), Buenos Aires, Montevideo.

“UN GRAMMO DI PRATICA VALE PIÙ DI UNA TONNELLATA DI TEORIA”

Secondo il maestro Swami Vishnudevananda i cinque pilastri della pratica yoga, sono gli asana (posture fisiche), gli esercizi di respirazione, il rilassamento profondo, una dieta vegetariana e il pensiero positivo. Tutte le pratiche yoga culminano con la meditazione, esperienza di unità con il proprio sè. Nel 1969 Swami Vishnudevananda pose le fondamenta per la diffusione dello yoga conducendo il primo Corso di Formazione Insegnanti (TTC) in occidente. La visione che iniziò allora ha portato a 46.000 insegnanti di yoga – con altri 1.000 che ogni anno si aggiungono a quelli già esistenti. Essi diffondono l’insegnamento dello yoga classico in palestre, scuole, centri benessere, ospedali, università e  prigioni.

I BEATLES NON ERANO GLI UNICI SOTTOSOPRA 

Una volta, quando Swami Vishnudevananda all’areoporto di Los Angeles cercava di spiegare la tecnica della posizione sulla testa ai Beatles, Ringo Starr  disse scherzoso “non riesco a stare neppure su una gamba, come posso pensare di stare sulla  testa?” più tardi quando riuscì a fare stare i Beatles sulla testa, essi realizzarono quello che gli studenti del maestro sapevano già: quello che sembrava essere un semplice esercizio fisico in realtà era un “cambiamento di prospettiva per il corpo e per la mente“. 

LIBERI COME UCCELLI

Per Swami Vishnudevananda non esistevano barriere, né interiori né esteriori. Credeva che le barriere fossero solo costruzioni della mente e che in quanto tali andavano superate. Per questo iniziò a volare attraversando simbolicamente i confini dei luoghi più tormentati del mondo.

Nel 1971 volò con l’attore Peter Sellers su un piccolo bimotore Piper Apache battezzato “Aereo della Pace” a Belfast in Irlanda del Nord gettando fiori in segno di pace; il primo di una serie di voli di pace sui luoghi più conflittuali del globo. Un mese dopo volò in Medio Oriente. Durante la guerra del Sinai, in un volo di pace sul Canale di Suez, jet militari israeliani cercarono di obbligarlo a atterrare, ma lui continuò la sua missione risolutamente. Il suo messaggio: “L’uomo è libero come un uccello, deve attraversare i confini con fiori e amore, non con pistole e bombe”.

Allo stesso modo nel 1983 sorvolò il muro di Berlino da ovest a est su un aereo ultraleggero “armato” solo di due mazzi di calendule . Atterrò in una fattoria a Weissensee, a Berlino Est. Dopo essere stato interrogato per quattro ore dalle autorità della Germania dell’est, fu accompagnato alla metropolitana con un panino al formaggio e rispedito a ovest del muro.

Un anno più tardi, nel 1984, per tre mesi attraversò l’India su un autobus a due piani decorato col motto “Yoga per la pace”. Voleva che gli uomini del paese che ha originato lo yoga si abituassero alle pratiche moderne dello yoga e alla sua filosofia. Swami Vishnudevananda lasciò il suo corpo nel 1993 a Mangalore, nel Sud dell’India, durante un pellegrinaggio per la pace e la comprensione reciproca nel mondo. 

L’ENERGIA DI 10 RUPIE

Swami Vishnudevananda diceva che era arrivato in Occidente, aveva fondato i centri e gli asharm Yoga Vedanta Sivananda e preparato migliaia di altri insegnanti di yoga, il tutto grazie all’energia di dieci rupie.

“Dieci rupie mi hanno portato infinite volte intorno al mondo. Fu solo l’energia del mio maestro, Swami Sivananda, e la sua benedizione che mi hanno permesso di fare tutto quello che ho fatto. Tutto quello che ho realizzato l’ho fatto nel nome del mio Maestro.”

Fonti: sivananda.eu – yogapedia.it