Ciao a tutti amici yogici! Oggi vi riporto una parte di un articolo che ho scritto per Yoga Magazine, se volete leggerlo tutto alla fine di questa lettura vi lascio il link.

A presto!

In questa nostra epoca i tempi sono scanditi da un ritmo frenetico; corriamo di qua e di là presi da mille impegni e non abbiamo mai il tempo di fermarci. Le rare volte in cui abbiamo del tempo per noi, lo spendiamo alla ricerca di esperienze nuove e piacevoli ma che alla fine non ci portano ad una felicità duratura.

Al giorno d’oggi la nostra mente è costantemente distratta da tantissimi stimoli esterni come film, pubblicità, social network, etc.. e ci suggerisce di desiderare sempre di più, di non essere mai sazi. Questo ci porta ancora più lontani dalla felicità e dall’appagamento e anche sempre meno capaci di concentrazione.

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Questo è un punto importante: quando siamo concentrati e focalizziamo la nostra concentrazione, la nostra mente diventa calma e silenziosa; Quando ci riesce di concentrare i pensieri su di un solo oggetto, il continuo brusio interiore si calma. In effetti, quel senso di appagamento che viviamo quando la mente è concentrata deriva spesso non tanto da ciò che facciamo, ma dal fatto che, intenti in qualcosa, ci lasciamo alle spalle preoccupazioni e problemi.

Purtroppo, questo tipo di attività è un breve intervallo di pace. Quando la mente diviene di nuovo distratta, ritorna alla normale routine di vagabondaggio senza meta, dissipando l’energia tra i ricordi e i progetti per il futuro e trascurando ciò che è a portata di mano.[1]

Per ottenere un appagamento più duraturo è necessario educare la mente con la meditazione.

Molte persone che si avvicinano alla meditazione pensano che sia una pratica che faccia bene solo alla mente ma in realtà ha effetti positivi anche sul corpo.

Secondo lo yoga, ma anche secondo molte altre discipline orientali, il corpo non è altro che la manifestazione grossolana della mente e quest’ultima è la manifestazione sottile del corpo.

Quindi mente e corpo sono strettamente in relazione.

Questa correlazione può essere facilmente osservata, ad esempio quando siamo stressati o preoccupati per qualcosa.

Cosa succede al nostro corpo in queste occasioni?

E’ più rigido, spesso insorgono mal di schiena, dolori alla cervicale, problemi digestivi o molti altri squilibri che sono purtroppo ad oggi sempre più comuni.

Come diceva il grande maestro Yoga Swami Sivananda: “Diventerai quello che pensi, Il Pensiero può fare qualsiasi cosa, può operare meraviglie, fare miracoli e viaggiare a velocità inimmaginabile. Esso è una forza dinamica prodotta dalle vibrazioni del Prana psichico sulla materia cerebrale; è una forza come la gravitazione, la coesione e la repulsione”.[2]

PERCHÉ MEDITARE?

La  società odierna ha ritmi convulsi, pressanti e le persone sempre più cariche di impegni non riescono più a gestire ansia, stress, sbalzi emotivi, pressione lavorativa. Cosa succede in questi casi al nostro corpo?

Quando siamo esposti ad un evento stressante, il nostro corpo attiva il sistema nervoso simpatico, responsabile della reazione detta “di fuga o di lotta” che, quando attivata, aumenta la produzione di una molecola denominata NF-kB. Questa molecola combatte lo stimolo negativo attivando i geni per produrre una proteina ​​chiamata citochina, che provoca infiammazione a livello cellulare[3].

Perché questa reazione è così importante? Mentre il processo infiammatorio è molto efficace nel breve termine, se lo stress persiste questa infiammazione permane nel tempo e può portare ad un rischio più elevato di contrarre alcune malattie, compresi i tumori, oltre a indurre un invecchiamento accelerato e renderci più tendenti alla depressione. Questo processo infiammatorio avrebbe avuto un ruolo importante nella nostra preistoria da cacciatori-raccoglitori,  in quanto ha collegato la risposta di fuga o di lotta ad un’espressione genetica pro-infiammatoria in grado di fornire protezione quando vi era un maggior rischio di contrarre infezioni batteriche da ferite, ma anche se questo meccanismo funzionava a meraviglia quando il nostro stress esisteva nel mondo primitivo (pensiamo all’esempio di essere attaccati da un animale selvatico), nella società odierna, dove lo stress è innanzitutto il risultato di minacce psicologiche, questa risposta è controproducente in quanto spiana la strada a malattie legate all’infiammazione, sia psichiatriche che fisiche.

Le persone che praticano discipline fisiche e spirituali come lo yoga e la meditazione riscontrano una diminuzione dell’espressione genetica pro-infiammatoria“Milioni di persone in tutto il mondo godono già dei benefici di pratiche come yoga o meditazione, ma ciò che forse non realizzano è che questi benefici iniziano a livello molecolare e possono cambiare il modo in cui il nostro codice genetico reagisce agli stimoli”, ha affermato la ricercatrice Ivana Buric del Brain, Belief and Behavior Lab presso il Centro per la Psicologia, il Comportamento e l’Autorealizzazione dell’Università di Coventry. “lo yoga e la meditazione stanno lasciando ciò che chiamiamo una firma molecolare nelle nostre cellule, che inverte l’effetto che lo stress o l’ansia esercitano sul corpo, cambiando il modo in cui i nostri geni si esprimono. Detto semplicemente, le pratiche ascetiche inducono il nostro cervello a guidare i nostri processi cellulari lungo un cammino che migliora il nostro benessere”[4]

Per continuare a leggere l’articolo ecco il link a Yoga Magazine: https://www.yoga-magazine.it/2020/03/breve-guida-alla-meditazione/



[1]” Il nuovo libro dello Yoga” a cura di Lucinda Lidell, edizioni Red.

[2] “La potenza del pensiero” – Swami Sivananda; edizioni Babaji

[3] meditazionezen.it

[4] meditazionezen.it